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PALAFITTE LAGO DI VIVERONE

Nel Lago di Viverone pochi metri sotto il livello dell’acqua in un’area di paludi, prati e pioppeti si sono straordinariamente conservati i resti di circa 5000 pali conficcati nel terreno che sorreggevano le strutture di un antichissimo grande villaggio palafitticolo risalente all’età del Bronzo situato tra Viverone e Azeglio in corrispondenza del confine tra le province di Biella e Torino.

Durante le campagne di ricerca è stata ritrovata una grande quantità di reperti (soprattutto spade, asce, spilloni e altri ornamenti femminili) che permettono di ricostruire la vita di una comunità della media età del Bronzo, tra il 1650 e il 1350 a.C.. I reperti sono conservati presso il Museo di Antichità di Torino e il Museo del Territorio Biellese

Inserito nel sistema dei “Siti Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino“, il sito archeologico di Viverone nel 2011 è entrato a fare parte della lista dei siti “Patrimonio dell’Umanità” posta sotto tutela dell’UNESCO.

SANTUARIO OROPA

Il Santuario e Sacro Monte di Oropa – Patrimonio UNESCO

A 1200 metri di altitudine, il Santuario di Oropa, considerato il luogo di culto mariano più importante dell’arco alpino, richiama ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo.

La tradizione attribuisce l’origine del Santuario al IV secolo, quando S. Eusebio, Vescovo di Vercelli, si rifugiò sui monti di Oropa per sfuggire alle persecuzioni ariane contro i cristiani.  La Basilica Antica, realizzata nel Seicento, custodisce la statua della Madonna Nera, scolpita nel XIII secolo da uno scultore valdostano.  Gli affreschi del sacello, di epoca medievale, sono considerati tra i più importanti del Piemonte.

Da non perdere, il Sacro Monte di Oropa, dedicato alla vita della Vergine e riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO;  il Cimitero monumentale, dove spicca l’edicola piramidale dove fu inumato lo statista Quintino Sella; la collezione di presepi provenienti da tutto il mondo nella Basilica Superiore, le gallerie degli ex voto, l’Appartamento Reale dei Savoia e il Museo dei Tesori, dove sono conservati i paramenti liturgici, i documenti storici e gli ori che nei secoli hanno incoronato la Madonna Nera durante nelle Incoronazioni Centenarie dal 1620 al 1920.

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IVREA-CITTA-INDUSTRIALE-UNESCOivrea-patrimonio-unesco

IVREA CITTÀ INDUSTRIALE DEL XX SECOLO

Ivrea viene che viene inserita come cinquantaquattresimo sito nella Lista del Patrimonio Unesco, ricordata nella storia per la famosa “Olivetti”, oggi ne promuove i valori tecnico-scentifici con il Laboratorio-Museo Tecnologicamente: un museo interattivo, dove i visitatori possono sperimentare gli oggetti esposti e il MaM Museo all’aperto delle Architetture Moderne Olivettiane: con un percorso di due chilometri che offre l’opportunità di conoscere la storia di Camillo e Adriano Olivetti.

Il valore unitario complessivo del sito risiede nel connubio tra la nuova capacità espressiva propria di queste architetture moderne e il riconoscimento del loro essere parte di un progetto economico e sociale. La città industriale di Ivrea, infatti, rappresenta il manifesto delle politiche del Movimento Comunità, fondato a Ivrea nel 1947 e ispirato alle riflessioni di Adriano Olivetti su un ipotetico nuovo ordinamento politico e amministrativo basato sulla Comunità e su un modello economico caratterizzato da una visione collettiva delle relazioni tra lavoratori e imprese. La proposta di Olivetti si distingue nel panorama delle proposte comunitarie del XX secolo per l’eterogeneità dei riferimenti culturali alla base dell’idea di comunità, e per il ruolo assunto dalla fabbrica, a cui è affidato il compito di motore di ricchezza e fulcro delle relazioni sociali.

Le visite e gli itinerari proposti si trovano nei dintorni dell’Agriturismo Cascina Coste.
Vi ricordiamo che Cascina Coste dista solo pochi Km dall’Autostrada TO-MI.

Se desiderate avere maggiori informazioni Turistiche, Sport e Outdoor vi consigliamo di visitare i seguenti siti.

ATL BIELLA
ATL CAVAVESE – IVREA
TURISMO IN PIEMONTE
VIA FRANCIGENA

Quando vado in campagna e vedo il sole e il verde e la fioritura di ogni cosa, mi dico “Sì, tutto questo appartiene a me!”
(Henri Rousseau)